Cos’è l’ipoacusia?

Cos’è l’ipoacusia?

L’hanno diagnosticata a voi o ad un vostro caro, avete capito che è un problema in grado di ridurre la capacità di comunicare, la soglia di attenzione e l’avvertenza del pericolo, ma non vi è del tutto chiaro in cosa consista e come possa essere risolta.
Vi spieghiamo tutto noi, brevemente, in questo articolo.

L’ipoacusia è l’indebolimento dell’apparato uditivo, dovuta a un danno o alla degenerazione di uno o più dei suoi componenti. Questo causa, a chi ne è affetto, una ridotta capacità di sentire le voci ed i rumori in modo chiaro e comprensibile, soprattutto in luoghi rumorosi.
Si tratta di una patologia che può interessare un solo orecchio o entrambi e che può comportare una riduzione uditiva lieve, media, grave o profonda. A qualsiasi livello, la compromissione dell’udito può seriamente incidere sulla vita del soggetto colpito, limitando la possibilità di condurre una vita serena e attiva.

La sensazione più diffusa di chi soffre di calo dell’udito è quella di non distinguere più le voci dal rumore di fondo, soprattutto in contesti in cui quest’ultimo è preponderante, come ad esempio: una strada trafficata, una festa con dei bambini o al ristorante, luoghi nei quali più voci e più disturbi acustici si accavallano.

Il principale test uditivo standard (Esame Audiometrico Tonale) misura la capacità uditiva umana attraverso la somministrazione di singoli toni puri in cuffia per alcune singole frequenze principali (125 Hertz, 250, 500, 1.000, 2.000, 4.000, 8.000 Hertz) e in alcuni casi anche per alcune singole frequenze intermedie (750 Hertz, 1.500, 3.000, 6.000 Hertz). È prassi consolidata, regolare le frequenze degli apparecchi acustici in base alla misura rilevata di queste frequenze standard, ma nella quasi totalità dei casi questa metodologia non compensa in modo adeguato il calo uditivo di un ipoacusico.
Al contrario delle metodologie standard, il NUOVO PROTOCOLLO AUDIOPROTESICO® ideato da PiùUDITO®, sonda la reale gravità della perdita uditiva prendendo in considerazione tutte le frequenze, incluse le singole frequenze solitamente non misurate (basti pensare, per esempio, alle 501 frequenze comprese tra la frequenza di 1.000 Hertz e la frequenza di 1.500 Hertz o alle 1.001 frequenze comprese tra la frequenza di 1.000 Hertz e la frequenza di 2.000 Hertz e così a seguire per tutte le altre frequenze percepite dall’uomo).
In questo modo, grazie al NUOVO PROTOCOLLO AUDIOPROTESICO® è possibile individuare quali frequenze causano il tuo problema uditivo, per poi realizzare il miglior bilanciamento uditivo ancora praticabile per l’orecchio trattato.
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